di Massimo Palermo
La cervicobrachialgia è una condizione clinica caratterizzata da dolore che origina a livello del rachide cervicale e si irradia lungo l’arto superiore fino alla mano. Si tratta di una patologia molto diffusa, soprattutto tra chi svolge lavori sedentari o attività che comportano posture scorrette prolungate.
Cause principali. Le più comuni includono l’ernia del disco cervicale, la spondiloartrosi, i traumi cervicali (come il colpo di frusta), ma anche tensioni muscolari croniche legate a stress e cattive abitudini posturali. La compressione delle radici nervose cervicali è il meccanismo più frequente alla base dei sintomi.
Sintomatologia. I pazienti possono riferire dolore cervicale irradiato al braccio, formicolii, riduzione della forza muscolare, difficoltà nei movimenti fini della mano e rigidità articolare. In alcuni casi si possono avere disturbi del sonno e peggioramento della qualità di vita.
Prevenzione. Per ridurre il rischio di cervicobrachialgia è importante adottare una corretta postura durante le ore di lavoro, fare pause frequenti se si trascorrono molte ore al computer, eseguire esercizi di stretching e potenziamento della muscolatura del collo e delle spalle, e mantenere uno stile di vita attivo.
Terapie e cura. Il trattamento varia in base alla gravità dei sintomi. Nei casi lievi è indicata la fisioterapia, la chinesiterapia e l’uso di terapie fisiche come laser, tecar o tens. In caso di dolore acuto possono essere prescritti farmaci antinfiammatori o cortisonici. Nei casi più complessi, con deficit neurologici importanti o dolore non controllabile, può essere valutata la chirurgia.
Approccio multidisciplinare. La gestione della cervicobrachialgia richiede spesso la collaborazione tra ortopedico, fisiatra, fisioterapista e, nei casi cronici, anche il supporto di uno psicologo per la gestione del dolore persistente.
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