I rischi dell’infarto

RIPRODUZIONE RISERVATA © salute33

Emanuele Galfo ~ Studente in Medicina & Istruttore di Rianimazione Cardiopolmonare
Pubblicazione – ANNO 4 N.37 AGOSTO 2021 – ISSN: 2612/4947

Oggi parleremo di un fattore molto rischioso, quello dell’infarto del miocardio, parleremo anche degli alimenti per limitare il rischio cardiovascolare, soprattutto nei soggetti anziani e non.  In Italia le cardiopatie ischemiche interessano il 5% della popolazione, con 2.000.000 di malati e 350.000 nuovi casi/anno; la morte per causa vascolare costituisce il 45% di tutte le morti. Il cuore è un organo muscolare che risiede nel mediastino anteriore (zona compresa tra i polmoni). La sua funzione principale consiste nel pompare il sangue in tutto l’organismo attraverso un sistema di vene ed arterie. Il cuore è diviso verticalmente in due metà da un setto e ciascuna parte del cuore è composta di due camere interne: un atrio nella parte superiore ed un ventricolo nella parte inferiore.

Un infarto è un occlusione di un arteria coronarica, un’occlusione che avviene all’improvviso, mediante una placca aterosclerotica il quale le arterie perdono la propria elasticità a causa dell’accumulo  di calcio, colesterolo ed altri fattori di rischio. Le coronarie sono delle arterie che scorrono sulla superficie del cuore con lo scopo di rifornire sangue ossigenato.

Quali sono i sintomi dell’infarto?  

Dolore toracico con irradiazione al braccio sinistro il sintomo più tipico. Possiamo avvertire anche un dolore alle spalle, alla mandibola, uno dei più diffusi è il dolore epigastrico, Stanchezza e senso di malessere, ma il sintomo tipico è il dolore.

Come si cura un infarto?

Si cura attraverso dei protocolli ospedalieri, esistono delle terapie trombolitiche o con un angioplastica coronarica con l’immissione di uno “STENT” (ES, immaginate la molla di una penna all’interno di un vaso o un arteria al fine di sostenere le pareti interne). 

Esistono diversi fattori di rischio come: fattori genetici, familiarità, valori elevati di colesterolo e trigliceridi, diabete, vita sedentaria, regime alimentare scorretto, ipertensione arteriosa, età, stress, fumo.

Cosa raccomandiamo a chi ha avuto un infarto?

L’astensione del fumo, l’eventuale riduzione del peso corporeo, l’attività fisica di tipo aerobico, il trattamento farmacologico di diabete, ipertensione, dislipidemia, soprattutto Controlli cardiologici periodici indispensabili per il monitoraggio della patologia aterosclerotica. Finora abbiamo parlato dell’infarto e di tutte le sue caratteristiche, ma l’alimentazione è un fattore molto importante per prevenire un malessere ed anche dopo averlo avuto, dobbiamo seguire delle semplici regole alimentari, una dieta corretta diminuisce il rischio di subire un nuovo attacco cardiaco, due fattori che dobbiamo costantemente controllare è la pressione arteriosa ed il peso corporeo, soprattuttoattenerci a dei principi fondamentali, come:  migliorare i pasti durante la giornata in piccoli e frequenti pasti normocalorici , limitare l’apporto di grassi di origine animale e di sale e nell’aumentare il consumo di pesce e fibre vegetali.

Infatti è scientificamente provato che la dieta mediterranea, che privilegia il consumo di acidi grassi monoinsaturi, è spesso associata alla riduzione del rischio cardiovascolare, quindi è molto importante, mangiare con moderazione, alimenti a basso contenuto di grassi saturi e colesterolo, ma privilegiare alimenti che contengono amido, fibre, e pochi zuccheri, privilegiando anche la corretta attività fisica.

Alcune categorie di alimenti che si possono introdurre nell’alimentazione giornaliera sono:

  • Alimenti ricchi di vitamina K, omega 3
  • Frutta, verdura , formaggi freschi pasta, pane integrale, carni bianche, carni rosse magre, pesci magri, yogurt magri.

Esiste inoltre la possibilità di associare degli integratori alimentari sotto consiglio del medico o nutrizionista.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *