Ginseng: composizione, funzioni, indicazioni e avvertenze

Il Ginseng è una pianta perenne la cui radice è usata soprattutto per le sue proprietà farmaceutiche, anche se è possibile impiegarla come ingrediente in alcune ricette gastronomiche.

Il suo nome generico è panax, termine che deriva dalle parole greche pan (tutto) e akos (cura), da cui panax(panacea) che significa rimedio universale. Il termine ginseng, invece, deriva dal cinese e significa pianta dell’uomo.

È una pianta dallo sviluppo molto lento, i semi germogliano non prima di due anni dalla semina e ci vogliono dai quattro ai sei anni per ottenere una radice commerciabile. Le proprietà farmacologiche aumentano con l’età della pianta e, di conseguenza, anche il suo valore commerciale.

Della pianta di ginseng si usano le radici, sia intere sia essiccate e ridotte in polvere.

​Viene coltivata principalmente in Cina, Corea, Vietnam, Giappone, Nepal, Russia e Canada e ad oggi se ne conoscono almeno undici varietà. Il ginseng presente sui mercati proviene da piantagioni mentre è raro trovarlo allo stato selvatico.

COMPOSIZIONE

Il ginseng contiene numerosi composti:

• vitamine (A,B,C ed E)

• minerali (ferro, magnesio, potassio e fosforo)

• fibre

• proteine

• saponine

• ginsenosidi, che rappresentano il principio attivo principale della pianta

Più la pianta invecchia, maggiore è la concentrazione di ginsenosidi nella radice (si va da 1,6% nelle piante giovani a 2,7% nelle piante di almeno 6 anni). Questa diversa concentrazione si riscontra anche tra le piante provenienti da differenti Paesi. La maggiore o minore concentrazione di ginsenosidi caratterizza la maggiore o minore azione della radice.

FUNZIONI

Sul ginseng sono stati condotti diversi studi scientifici per valutarne i potenziali effetti benefici per la salute. Nella farmacopea asiatica e, più in generale nella fitoterapia, viene usato per:

• combattere lo stress

• come tonico generale in caso di affaticamento fisico o intellettuale

• aiutare i convalescenti a recuperare la salute

• rafforzare le difese immunitarie

• trattare la disfunzione erettile

• aiutare a controllare i livelli di zucchero nel sangue, nelle persone con diabete di tipo 2

• prevenire i problemi delle vie respiratorie che si verificano in inverno

• alleviare malattie del fegato

• combattere i reumatismi, la tosse, la febbre

Tuttavia, i risultati degli studi mostrano grandi differenze ed è quindi impossibile dare un responso definitivo e univoco sugli effetti benefici del ginseng e sul giusto metodo di consumo. In particolare, l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ritiene che l’efficacia nel trattamento delle malattie del fegato, della tosse, della febbre, della tubercolosi, dei reumatismi, del vomito in gravidanza, dell’abbassamento della temperatura corporea (ipotermia), della difficoltà respiratoria (dispnea) e delle malattie nervose non sia ancora confermata da dati sperimentali o clinici.

L’OMS ritiene che ci siano dati clinici sufficienti ad indicare l’uso del ginseng per “migliorare le capacità fisiche e mentali durante l’affaticamento, l’esaurimento, i disturbi della concentrazione e le persone convalescenti”. Ritiene, invece, che il suo uso nel trattamento di “disfunzione erettile, ulcere gastriche, diabete di tipo 2 e protezione del fegato” è supportato soprattutto dalle abitudini tradizionali.

Per l’Istituto di sanità nazionale degli Stati Uniti (NIH, National Institutes of Health) l’uso del ginseng nel controllo della glicemia nel diabete di tipo 2, nella stimolazione del sistema immunitario, nelle infezioni respiratorie e nella prevenzione delle malattie cardiovascolari, è basato su buone prove scientifiche.

DOSAGGIO

L’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) consiglia di assumere il ginseng sotto forma di decotto al mattino, a causa del suo effetto stimolante, con un dosaggio compreso tra 0,5-2 grammi di radice essiccata. In commercio esiste un’ampia variabilità di integratori con contenuto di ginsenoside molto variabile. È possibile trovare ginseng sotto forma di tintura, radice secca in forma di compresse, tavolette masticabili, decotto, granulato per soluzione orale. Per questo motivo è importante fare attenzione e informarsi bene sulla composizione del prodotto che si vuole acquistare.

Le modalità di assunzione sono spesso influenzate dalle tradizioni culturali.

Nella tradizione russa si consiglia di assumere ginseng per un periodo compreso tra 10 e 15 giorni, quindi di fare una pausa di 2 settimane prima di riprendere il trattamento, se necessario.

Nella medicina tradizionale cinese, invece, non vi è alcun limite di tempo per il trattamento, soprattutto nel caso di persone indebolite alle quali è consigliato di assumerlo per lungo tempo o, addirittura, per sempre.

Tuttavia, secondo l’Agenzia del Farmaco Europea (EMA, European Medicine Agency) il consumo di ginseng a fini curativi non dovrebbe, di norma, superare i 3 mesi e dovrebbe avvenire sempre sotto il controllo del medico.

INDICAZIONI E AVVERTENZE

L’assunzione del ginseng deve essere attentamente valutata in presenza di alcune malattie come il diabete e la pressione arteriosa alta (ipertensione). Diversi studi indicano che vari tipi di preparazioni di ginseng possono aiutare a controllare i livelli di zucchero nel sangue, ma i dosaggi e i tipi di preparati sono troppo diversi per stabilire un protocollo di trattamento. 

Inoltre, poiché l’automedicazione nel diabete può portare a gravi problemi, se si usa il ginseng è necessario informare il medico curante in modo che possa, se necessario, rivedere il dosaggio dei farmaci prescritti per ridurre la glicemia.

In gravidanza, in allattamento e nei bambini e adolescenti al di sotto dei 18 anni è bene evitare l’uso di ginseng. 

EFFETTI INDESIDERATI E INTERAZIONI CON ALIMENTI E FARMACI

Di norma, alle dosi prescritte il ginseng sembra essere privo di effetti indesiderati (effetti collaterali).

Alcuni effetti indesiderati (leggi la Bufala) sono stati descritti a seguito dell’assunzione di dosi molto elevate di ginseng e/o per un periodo di tempo prolungato:

• aumento di nervosismo e irritabilità

• aumento della pressione del sangue

• reazioni allergiche (come prurito ed eruzione cutanea pruriginosa)

• difficoltà ad addormentarsi (insonnia)

• problemi gastrointestinali, come fastidio allo stomaco, nausea, vomito, diarrea e stitichezza

Vi sono possibilità di interazione con alimenti, piante e integratori che hanno effetti stimolanti (caffè, thè, cioccolato, ecc.) e con quelli che hanno effetti sulla riduzione della glicemia (ipoglicemizzanti).

È possibile, ma non chiaramente dimostrata, una sua interazione con farmaci antidepressivi come pure con farmaci anticoagulanti.

CAFFÈ AL GINSENG

Nella maggior parte dei casi la bevanda cosiddetta “caffè di ginseng”, che viene proposta nei bar o nei distributori automatici, è in realtà  una miscela liofilizzata, erogata da una apposita macchina, composta prevalentemente da zuccheri (circa l’80%), latte in polvere, caffè solubile (con percentuali che vanno dall’8% al 18%), additivi specifici (emulsionanti, anti-agglomeranti, regolatori di acidità, coloranti), aromi sintetici e una quantità che varia dallo 0,3% all’1% di estratto secco di ginseng. È quindi una bevanda aromatizzata al ginseng con un contenuto di calorie nettamente maggiore del caffè.

​La soluzione migliore per beneficiare degli effetti del ginseng in modo naturale, è preferire le miscele di macinato per moka che hanno pochi ingredienti e il cui prodotto è più simile a un normale caffè, anche per quanto riguarda la dose di caffeina. 

BIBLIOGRAFIA

Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS). OMS: monografie di Piante medicinali – Vol.1. Società italiana di fitoterapia: Siena, 2002

Arring NM, Millstine D, Marks LA, Nail LM. Ginseng as a treatment for fatigue: a systematic reviewJournal of alternative and complementary medicine. 2018; 24(7): 624-633 

European Medicines Agency (EMA). Ginseng radix (Inglese)

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