Articolo raccolto e condiviso dalla Dott.ssa Gloria Godioli (Psicologa – Psicoterapeuta). Pubblicazione Anno 8 n. 84 AGOSTO 2025 – ISSN 2612-4947
Questo articolo nasce dal desiderio di condividere l’esperienza di un bambino di 10 anni che ha affrontato un piccolo intervento chirurgico. La sua testimonianza, scritta in prima persona, e con il consenso della famiglia, racconta in modo autentico come ha vissuto l’attesa, il dolore e il recupero. Un esempio toccante di resilienza infantile
UN’ESPERIENZA CHE MI HA FATTO CRESCERE
Tutto è iniziato a fine maggio 2025 quando i miei genitori mi hanno detto che sarei stato sottoposto a un piccolo intervento chirurgico di circoncisione a giugno 2025. Questa operazione l’ho dovuta fare per un’ infiammazione. Appena me lo hanno comunicato mi sono sentito sorpreso e curioso perché non sapevo come sarebbe stato addormentarsi con l’ anestesia.
I giorni prima dell’ intervento mi sentivo un po’ agitato perché non sapevo come sarebbe andata. A volte pesavo che mi avrebbe fatto male, ma poi i miei genitori mi hanno rassicurato con le loro parole.
Quando sono arrivato in ospedale mi sentivo un po’ ansioso. Mi ricordo di aver aspettato tanto prima di essere chiamato in sala operatoria e sentivo la mia ansia crescere ma, usando la respirazione e il posto al sicuro (dovevo pensare a un posto immaginario o reale calmo, sereno per tranquillizzarmi) sono riuscito ad affrontarla. La parte per me più difficile è stato il dolore che ho provato dopo l’ intervento e la voglia di tornare a casa.
Dopo l’ operazione, avevo molto dolore ma poi ho respirato, disegnato, ho pensato che sarebbe passato, ho usato anche il semaforo del dolore che dovevo compilare tutti i giorni (un semaforo formato da 3 colori: verde, giallo e rosso..il verde indicava che quel giorno ero tranquillo, il giallo che sentivo un po’ di fastidio e il rosso significava che avevo molto dolore) e mi ha permesso di vedere i risultati della mia guarigione che è avvenuta in tre settimane.
Tornato a casa, uno dei momenti piu dolorosi è stata la prima medicazione, Bruciava tanto e avevo paura che il dolore non passasse. Ho pianto un po’, ma poi ho iniziato a respirare piano, a stringere forte un peluche che avevo vicino e a pensare che ogni giorno sarebbe andata un po’ meglio. Anche ascoltare musica che mi piace mi ha aiutato a distrarmi. Dopo quella prima volta è stato un po’ piu facile.
Adesso che è passato tutto, mi sento più coraggioso. Se un altro bambino dovesse subire la stessa operazione, gli direi che all’ inizio è molto doloroso , è vero, non posso negarlo, ma quello che consiglio di provare a fare è questo: stare tranquillo, sdraiarsi sul letto prima di dormire, chiudere gli occhi e respirare per calmare il dolore.
Oggi penso che anche se una cosa fa paura, si può affrontare poco alla volta.
Lorenzo, 10 anni
Ogni bambino ha dentro di sé risorse che spesso nemmeno immagina. Questo breve racconto lo dimostra: ascoltarsi, respirare, dare un nome al dolore e avere accanto adulti che accolgono senza forzare può fare una grande differenza. E’ così che un’esperienza temuta diventa un piccolo traguardo di crescita.

