Ven. Feb 6th, 2026

Rischio di aderenze uterine dopo raschiamento

Introduzione
Il raschiamento uterino, noto anche come dilatazione e raschiamento (D&C), è una procedura chirurgica comunemente eseguita per rimuovere il contenuto uterino in caso di aborto spontaneo o incompleto. Sebbene generalmente sicura, questa procedura può comportare rischi di complicanze, tra cui la formazione di aderenze intrauterine, una condizione patologica nota come sindrome di Asherman.

Cos’è la Sindrome di Asherman?

La sindrome di Asherman è una condizione caratterizzata dalla formazione di aderenze o sinechie all’interno della cavità uterina, che possono compromettere la funzione riproduttiva e il ciclo mestruale. Queste aderenze si sviluppano a seguito di interventi chirurgici sull’utero, come il raschiamento, che danneggiano il rivestimento endometriale e innescano un processo di cicatrizzazione anomalo.

Cause e Fattori di Rischio

La principale causa della sindrome di Asherman è rappresentata da interventi chirurgici intrauterini, tra cui:

  • Aborto spontaneo incompleto o ritenuto;
  • Aborto volontario;
  • Trattamento di placenta ritenuta;
  • Miomectomia o resezione di polipi uterini.

Fattori che aumentano il rischio di sviluppare aderenze includono:

  • Procedure chirurgiche ripetute sull’utero;
  • Infezioni uterine post-operatorie;
  • Uso di curette troppo aggressive durante il raschiamento;
  • Presenza di placenta accreta o altre anomalie placentari.

Sintomi e Diagnosi

I sintomi più comuni della sindrome di Asherman comprendono:

  • Assenza di mestruazioni (amenorrea) o flusso mestruale ridotto (ipomenorrea);
  • Dolore pelvico o addominale;
  • Aborto spontaneo ricorrente;
  • Infertilità.

La diagnosi viene effettuata tramite:

  • Isteroscopia: esame endoscopico che consente di visualizzare direttamente la cavità uterina e identificare le aderenze;
  • Isterosalpingografia: radiografia con mezzo di contrasto per valutare la forma e la pervietà dell’utero;
  • Ecografia 3D: per una valutazione dettagliata della cavità uterina.

Trattamento e Prognosi

Il trattamento della sindrome di Asherman è principalmente chirurgico e mira a rimuovere le aderenze per ripristinare la normale anatomia uterina. Le opzioni includono:

  • Adesiolisi isteroscopica: rimozione delle aderenze tramite isteroscopia, utilizzando strumenti specifici;
  • Inserimento di un catetere di Foley: per mantenere separati i lembi uterini durante la guarigione;
  • Utilizzo di steroidi: per ridurre l’infiammazione e prevenire la formazione di nuove aderenze.

La prognosi dipende dalla gravità delle aderenze e dalla tempestività del trattamento. In molti casi, è possibile ottenere una gravidanza successiva, ma il rischio di complicanze come aborto spontaneo, parto prematuro o placenta accreta può essere aumentato.

Prevenzione

Per ridurre il rischio di sviluppare la sindrome di Asherman, è fondamentale:

  • Utilizzare tecniche chirurgiche minimamente invasive;
  • Evita interventi ripetuti sull’utero;
  • Trattare tempestivamente eventuali infezioni uterine;
  • Monitorare attentamente la cavità uterina dopo interventi chirurgici.

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