Gio. Dic 4th, 2025

Tra il dovere e la sofferenza: il Disturbo Post-Traumatico da Stress nei militari e nei professionisti dell’emergenza sanitaria

Dott.ssa Lucia Alessandra Voza
Pubblicazione Anno 8 n. 86 OTTOBRE 2025 – ISSN 2612-4947

Essere esposti ripetutamente a eventi drammatici può lasciare segni profondi e duraturi nella mente umana. Il Disturbo Post-Traumatico da Stress (PTSD) è una condizione psicologica che può insorgere dopo esperienze estreme, come violenze, guerre o gravi incidenti. Due categorie particolarmente vulnerabili a questo disturbo sono i militari impegnati in operazioni belliche e il personale sanitario che lavora nei reparti di emergenza e triage.

Queste figure professionali, pur operando in ambiti molto diversi, condividono l’esposizione a scenari potenzialmente traumatici, in cui la sopravvivenza, il dolore e la perdita sono parte della quotidianità. In questo articolo esamineremo come si manifesta il PTSD in questi contesti e quali approcci terapeutici e organizzativi possono aiutare a prevenirlo e trattarlo.

Il Disturbo Post-Traumatico da Stress si caratterizza per la presenza di sintomi persistenti in seguito a un evento traumatico. Tra i segnali più comuni troviamo:

• Rievocazioni involontarie del trauma, come ricordi vividi, sogni o flashback;

• Evitamento di situazioni o pensieri che richiamano l’esperienza vissuta;

• Cambiamenti negativi dell’umore e del pensiero, come senso di colpa, rabbia o distacco emotivo;

• Stato di allerta elevato, con difficoltà a dormire, irritabilità e ipercontrollo dell’ambiente.

Il disturbo può emergere anche dopo settimane o mesi dal fatto traumatico, e ha un impatto significativo sulla salute mentale e sul funzionamento quotidiano.

PTSD e vita militare: il conflitto oltre il campo di battaglia

Chi presta servizio nelle forze armate può affrontare eventi altamente stressanti, tra cui combattimenti, perdite umane, distruzioni e decisioni eticamente complesse. Anche dopo il rientro, molti militari riportano difficoltà ad adattarsi alla vita civile, sentimenti di distacco, insonnia, e sensazioni di minaccia costante.

Studi internazionali evidenziano che tra i veterani e i soldati attivi le percentuali di PTSD possono superare il 20%, con maggiore incidenza in chi ha vissuto scontri armati prolungati o ha subito perdite traumatiche.

Strategie di intervento nei contesti militari

Le attuali raccomandazioni cliniche suggeriscono un approccio mirato, che può includere:

• Terapie psicologiche orientate al trauma, come la terapia cognitivo-comportamentale focalizzata e l’elaborazione cognitiva;

• Tecniche innovative come l’EMDR (desensibilizzazione e rielaborazione attraverso movimenti oculari), molto efficace nel trattare memorie traumatiche;

• Programmi di sostegno tra pari, per condividere l’esperienza con altri militari;

• Interventi farmacologici, quando i sintomi compromettono fortemente il benessere, soprattutto in presenza di depressione o ansia severa.

È fondamentale che i militari abbiano accesso tempestivo a questi percorsi già durante il servizio e, soprattutto, al momento del rientro nella vita civile.

Operatori del triage ospedaliero: trauma in corsia

Il personale sanitario che lavora nei reparti di triage e pronto soccorso affronta costantemente situazioni di emergenza, spesso dovendo compiere scelte rapide che possono fare la differenza tra la vita e la morte. L’esposizione ripetuta alla sofferenza, alla morte improvvisa e all’impotenza di fronte a certe situazioni può generare una forma di stress cumulativo, che in alcuni casi evolve in PTSD.

Durante la pandemia da COVID-19, numerosi studi hanno mostrato un aumento significativo dei sintomi post-traumatici tra gli operatori sanitari, con tassi di incidenza paragonabili a quelli osservati nei militari.

Linee guida per la gestione del PTSD in ambito sanitario

Per proteggere il benessere psicologico del personale medico, le migliori pratiche comprendono:

• Interventi psicologici preventivi, come sessioni di debriefing o supervisione emotiva dopo eventi critici;

• Percorsi di sostegno individuale o di gruppo, con professionisti formati;

• Tecniche di rilassamento e consapevolezza, come la mindfulness, utili per gestire l’ansia e migliorare la regolazione emotiva;

• Politiche organizzative che favoriscano il benessere del team, limitando turni eccessivi e promuovendo ambienti di lavoro supportivi.

Prevenire il PTSD in ambito sanitario significa anche riconoscere il valore della cura di sé, in una professione che troppo spesso mette al primo posto solo la cura dell’altro.

Il Disturbo Post-Traumatico da Stress è una sfida reale e diffusa tra chi lavora in contesti di emergenza, come i militari in missione o gli operatori sanitari del triage. Tuttavia, oggi disponiamo di conoscenze, strumenti e strategie efficaci per affrontarlo.

Prevenire e trattare il PTSD non è solo un dovere clinico, ma anche un atto di responsabilità collettiva: verso chi protegge, chi cura e chi si espone ogni giorno per salvare vite. Promuovere la salute mentale in questi contesti significa garantire non solo la sicurezza degli individui, ma anche la resilienza dei sistemi di difesa e sanitari su cui tutta la società si fonda.

                                                                 

Fonti e riferimenti bibliografici

1. American Psychological Association (APA). (2017). Clinical Practice Guideline for the Treatment of PTSD.

2. World Health Organization (OMS). (2013). Guidelinesfor the Management of Conditions Specifically Relatedto Stress.

3. Istituto Superiore di Sanità (ISS). (2020). Impatto psicologico della pandemia sul personale sanitario: evidenze e raccomandazioni.

4. Ministero della Difesa – Centro Psicosociale Militare (CPM). (2021). Il benessere psicologico del personale militare: prevenzione e intervento nei casi di trauma psichico.

5. Greenberg, N., Brooks, S. K., & Dunn, R. (2021). “Mental health of health-care workers in the COVID-19 era.” Nature Reviews Psychology, 1(2), 59-60.

6. Stevelink, S. A. M. et al. (2018). “PTSD prevalence in UK Armed Forces.” The British Journal of Psychiatry, 213(6), 690-697.

7. Williamson, V. et al. (2020). “The impact of trauma exposure on healthcare workers.” Journal of Traumatic Stress, 33(5), 663–673.

8. Società Italiana di Psichiatria (SIP). (2019). Linee guida per il trattamento del Disturbo da Stress Post-Traumatico.

Lucia Alessandra Voza

Dottoressa in Psicologia delle Organizzazioni – Specializzazioni Master in Criminologia e Studi Giuridici Forensi e Criminologia Clinica. 

Related Post