Le evidenze consolidate fino al 2025 mostrano che SGLT2-inibitori e agonisti GLP-1 non solo migliorano il controllo glicemico, ma riducono rischi cardiovascolari e renali in pazienti con diabete di tipo 2. Alcuni studi di popolazione hanno inoltre messo a confronto profili di rischio specifici (es. rischio di amputazione) tra diverse classi di farmaci, suggerendo scelte terapeutiche personalizzate in base al profilo del paziente.
In pratica clinica, la combinazione delle due classi è oggetto di attenzione per massimizzare benefici metabolici e di organo, pur tenendo conto di tollerabilità e comorbidità.
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