Gio. Dic 4th, 2025

Mutrizionisti abusivi: lauree false e piani alimentari illegali


A Empoli è stata scoperta una vera e propria «fabbrica» di titoli accademici fasulli e di esercizio abusivo della professione di nutrizionista. La Guardia di Finanza di Firenze ha individuato 41 persone che, pur non essendo in possesso dei titoli richiesti dalla legge, esercitavano come nutrizionisti in diverse regioni d’Italia.

Il sistema scoperto
Le indagini sono partite dall’individuazione di strutture pseudo-universitarie con sede a Empoli e Montespertoli, riconducibili a un imprenditore toscano. Queste strutture consentivano a soggetti provenienti da tutta Italia di ottenere, tramite un ateneo svizzero appositamente costituito, lauree in «Scienze dell’Alimentazione e della Nutrizione Umana» che in realtà non avevano valore legale in Italia.

Esercizio abusivo della professione e rischi per la salute
Nonostante la mancanza dei requisiti previsti dalla normativa — ossia un titolo rilasciato da un ateneo riconosciuto dal Ministero dell’Università e della Ricerca (MUR) e l’iscrizione all’Ordine dei Biologi o ad altro albo sanitario — i soggetti coinvolti offrivano piani alimentari personalizzati, prescrivevano integratori, proteine, amminoacidi e in alcuni casi persino sostanze potenzialmente dopanti. Questo comportava un serio rischio per la salute dei pazienti.

Sequestri e provvedimenti
L’operazione ha portato al sequestro di cinque studi professionali, 41 titoli accademici falsi e della sede delle pseudo-università. Sono stati oscurati anche i portali web attraverso i quali venivano richieste iscrizioni ai corsi illegittimi.

Implicazioni giuridiche e riflessioni professionali
Dal punto di vista giuridico, l’esercizio abusivo della professione sanitaria costituisce reato e può avere conseguenze sia civili (risarcimento danni) che penali. In ambito di professioni sanitarie, come la figura del nutrizionista, è fondamentale che il professionista sia in possesso di titolo riconosciuto e iscrizione all’albo di categoria. La vicenda mette in luce la necessità di vigilanza sia da parte degli organi competenti che dei pazienti, i quali dovrebbero verificare sempre le credenziali del professionista. Per i professionisti in regola, la vicenda costituisce un monito sull’importanza del rigore formativo e della correttezza deontologica.

Consigli per i pazienti
Prima di affidarsi a un nutrizionista o professionista della nutrizione, è opportuno verificare: 1) che sia iscritto all’Ordine dei Biologi o ad altro albo competente; 2) che il titolo universitario sia rilasciato da un ateneo italiano o comunque riconosciuto; 3) che abbia un’associazione professionale di riferimento; 4) che non richieda esclusivamente pagamenti in contanti o tramite contatti non tracciabili.

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