Recenti studi clinici suggeriscono che il consumo quotidiano di noci può contribuire a ridurre l’infiammazione nel contesto del rischio di carcinoma del colon. In una sperimentazione condotta su 39 soggetti di età compresa tra i 50 e i 65 anni con polipi intestinali, è stato proposto un intervento dietetico della durata di tre settimane includendo circa 56 g di noci al giorno. Il metabolismo degli ellagitannini (polifenoli presenti nelle noci) da parte del microbiota intestinale ha prodotto metaboliti chiamati urolitine, in particolare la urolitina A, che sono risultati correlati a livelli inferiori di biomarcatori infiammatori nel sangue e nelle urine.
In particolare, tra i partecipanti che presentavano livelli più elevati di urolitina A urinaria si osservava una riduzione significativa delle molecole solubili di adesione cellulare (sICAM-1), del recettore sIL-6R, del fattore PDGF e di altri mediatori infiammatori. Questi risultati aprono la possibilità che un intervento dietetico relativamente semplice — l’introduzione di noci nella dieta — possa avere un effetto protettivo nei confronti del microambiente intestinale infiammato, riconosciuto come co-fattore di rischio per neoplasie. Tuttavia, gli autori sottolineano che la variabilità nella capacità individuale di produrre urolitine (metabotipo del microbiota) può influire sull’efficacia dell’intervento.
In conclusione, questa evidenza clinica non suggerisce che le noci da sole prevengano il carcinoma del colon, ma indica una strategia nutrizionale promettente che merita ulteriori studi su più larga scala e per periodi più lunghi.
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