Ven. Feb 13th, 2026

Addio alle bustine di ketchup e maionese nei ristoranti: quando scatta il divieto

Negli ultimi giorni è cresciuta l’attenzione sulle bustine monodose di ketchup, maionese e altri condimenti che da tempo caratterizzano il servizio nei bar e nei ristoranti italiani. La ragione non è una scelta autonoma della ristorazione, ma l’entrata in vigore di un nuovo regolamento europeo sugli imballaggi e i rifiuti di imballaggio (PPWR), pensato per ridurre l’impatto ambientale della plastica usa e getta. 

Di cosa parla il regolamento UE sugli imballaggi (PPWR)

Il PPWR è una normativa approvata dall’Unione europea con l’obiettivo di ridurre la produzione di rifiuti di imballaggio, promuovere materiali riciclabili e limitare l’uso di imballaggi monouso considerati difficili da recuperare e spesso destinati all’ambiente. Tra gli imballaggi presi di mira ci sono proprio le piccole bustine monodose di salse e condimenti, come ketchup, maionese, senape, olio, aceto, zucchero e altri. 

Quando spariranno i condimenti in bustina nei ristoranti?

Contrariamente a molte interpretazioni superficiali, il divieto non scatterà immediatamente nel 2026, né abolirà tutte le bustine in ogni contesto. La data da tenere a mente è il 1° gennaio 2030: da allora nei locali del settore HORECA (ossia bar, ristoranti, caffè e strutture simili) non sarà più consentito l’uso di imballaggi monouso in plastica per salse e condimenti serviti per il consumo “sul posto”. 

Fino al 2030, i ristoranti avranno tempo per adeguarsi gradualmente alla normativa e riorganizzare il modo in cui offrono condimenti ai clienti.

Cosa cambierà concretamente al tavolo

Con l’entrata in vigore del divieto dal 2030, le classiche bustine di ketchup, maionese o altri condimenti non potranno più essere distribuite al tavolo come prima. Al loro posto, i locali dovranno adottare soluzioni alternative come:

dispenser ricaricabili contenitori comuni da cui i clienti possono servirsi soluzioni riutilizzabili o facilmente lavabili

Queste misure fanno parte di una strategia più ampia per ridurre i rifiuti monouso e favorire pratiche più sostenibili. 

Eccezioni al divieto

La normativa europea non è assoluta: le bustine monodose continueranno ad essere consentite in alcune situazioni specifiche, come:

per i prodotti destinati all’asporto o al delivery in strutture sanitarie come ospedali e case di cura, dove requisiti igienici e sicurezza alimentare rendono necessario l’uso di confezioni individuali 

Il ruolo del 2026 e delle nuove regole sui materiali

Il 2026 resta comunque un anno importante per il settore: da metà 2026 entreranno in vigore limiti più stringenti per gli imballaggi a contatto con alimenti, in particolare per quelli contenenti sostanze PFAS (sostanze perfluoroalchiliche), che saranno progressivamente eliminate dalle confezioni per motivi ambientali e sanitari. Le bustine che continueranno a circolare fino al 2030 dovranno quindi essere realizzate con materiali alternativi privi di queste sostanze. 

Un cambiamento più ampio nei comportamenti quotidiani

La decisione europea va oltre il semplice addio alle bustine di ketchup e maionese. Il regolamento UE mira infatti a ridurre i rifiuti di imballaggio del 15% pro capite entro il 2040 rispetto ai livelli del 2018 e a incrementare la quota di materiali riciclati negli imballaggi. 

In sintesi, da qui al 2030 la ristorazione europea vivrà una trasformazione significativa nella gestione dei condimenti e degli imballaggi monouso, con impatti visibili sia per i gestori dei locali sia per i consumatori.

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