La Corte costituzionale ha dichiarato legittima la presenza del biologo nutrizionista negli organici delle équipe che si occupano di Disturbi del Comportamento Alimentare (DCA) con la Sentenza 4/2026
La decisione interviene in seguito al ricorso del Presidente del Consiglio dei Ministri contro l’articolo 117 della legge regionale della Puglia 31 dicembre 2024, n. 42, che prevedeva l’inserimento del biologo nutrizionista nella Rete di assistenza per i Disturbi del Comportamento Alimentare. La Corte ha rigettato la questione di legittimità costituzionale sollevata dallo Stato, confermando la legittimità della disciplina regionale e, di riflesso, la piena possibilità per i biologi nutrizionisti di far parte delle équipe dedicate ai DCA.
Ruolo del biologo nutrizionista nei DCA
I Disturbi del Comportamento Alimentare – come anoressia nervosa, bulimia nervosa e altri quadri patologici correlati – richiedono un approccio multidisciplinare che integra medicina, psicologia, nutrizione e supporto educativo. Nell’ambito di tali équipe, il biologo nutrizionista svolge un ruolo specialistico nella gestione nutrizionale, contribuendo alla valutazione, alla pianificazione di interventi alimentari e alla promozione di un rapporto sano con l’alimentazione.
La Corte costituzionale, nel dichiarare la legittimità della norma pugliese, ha riconosciuto il fondamento giuridico e professionale della figura del biologo nutrizionista, sottolineando come le sue competenze siano coerenti con l’ordinamento statale in materia sanitaria.
Competenze autonome del biologo nutrizionista
Nella motivazione della sentenza si richiama anche la legge n. 396 del 1967, che costituisce l’ordinamento della professione di biologo, nonché i regolamenti FNOB (Federazione Nazionale degli Ordini dei Biologi) che individuano i codici di attività specifici per il biologo nutrizionista, definendo ambiti professionali e competenze distintive.
La Corte ha inoltre ribadito che in piena autonomia professionale, il biologo – così come il medico – può elaborare diete e fornire consulenze nutrizionali, purché operi nei limiti stabiliti dall’ordinamento e nell’ambito delle rispettive competenze professionali.
Impatti sul Servizio Sanitario Nazionale
La sentenza rappresenta un importante riferimento giurisprudenziale per le regioni e il Servizio Sanitario Nazionale (SSN), poiché legittima la presenza strutturata del biologo nutrizionista all’interno dei percorsi assistenziali per i DCA. Questo riconoscimento giuridico rafforza la base normativa per l’inserimento di tali professionisti nei team clinici, contribuendo a una gestione più organica e qualificata dei percorsi di cura di persone con disturbi alimentari.

