Gio. Mar 12th, 2026

Terapie CAR-T: approccio multidisciplinare ed integrato per un accesso sostenibile alle terapie avanzate

Introduzione

Le CAR-T sono terapie geniche avanzate ed innovative, che dimostrano come il progresso scientifico offre una possibilità di cura a pazienti affetti da patologie oncoematologiche (leucemie, linfomi, mielomi) con precedenti fallimenti terapeutici e progressione di malattia. Le “CAR-T” (acronimo dall’inglese “Chimeric Antigen Receptor T cell therapies” ovvero “Terapie a base di cellule T esprimenti un Recettore Chimerico per antigene”) sono terapie personalizzate il cui meccanismo d’azione si basa sul trattare i tumori programmando il sistema immunitario del paziente in modo da indurre una potente risposta immunitaria, ovvero le cellule T dopo essere state prelevate dal sangue del paziente, vengono modificate geneticamente e coltivate in laboratorio per essere poi reinfuse nel paziente stesso, pronte per attivare la risposta del sistema immunitario contro le cellule tumorali al fine di distruggerle in modo selettivo ed efficace.

CAR-T team

Il CAR-T Team è composto da figure professionali multidisciplinari afferenti a varie strutture quali:

  • Ematologia
  • Laboratorio di Ematologia
  • Farmacia
  • Centro Aferesi
  • Neurologia
  • Terapia Intensiva
  • Cardiologia
  • Radioterapia
  • Clinical Trial Office
  • Unità di statistica

La cooperazione e la sinergia del team di lavoro più che mai è necessaria vista l’alta complessità al fine di eseguire correttamente la terapia nei tempi previsti, minimizzando la possibilità dell’insorgenza dei rischi oltre che lo sperpero di risorse umane e finanziarie.

Meccanismo d’azione

Il principio dell’immunoterapia è che le CAR-T modificano le cellule T per riconoscere le cellule tumorali al fine di individuarle e distruggerle in modo quanto più efficace e selettivo. I recettori chimerici dell’antigene (CAR, noti anche come immunorecettori chimerici o recettori chimerici delle cellule T) sono proteine recettoriali che sono state progettate per dare ai linfociti T la capacità di individuare una specifica proteina. I recettori chimerici, costituiti da tre domini, sono definiti cosi perché combinano sia le funzioni di legame dell’antigene sia quelle di attivazione dei linfociti T in un unico recettore. Le cellule CAR-T sono progettate per essere specifiche per antigeni espressi dalle cellule tumorali e quando entrano in contatto con l’antigene sulla cellula, le cellule CAR-T si legano e permettono alla cellula T di eliminare la cellula stessa.

Indicazioni terapeutiche

In Italia l’AIFA (Agenzia Italiana del Farmaco) ha approvato e rimborsato i farmaci per le indicazioni specifiche riportate in tabella, per pazienti recidivanti o refrattari dopo almeno due o più linee di terapia:

Idecabtagene vicleucel

È indicato per il trattamento di pazienti adulti con mieloma multiplo recidivante e refrattario che hanno ricevuto almeno tre precedenti terapie, inclusi un agente immunomodulatore, un inibitore del proteasoma e un anticorpo anti-CD38, e che hanno dimostrato progressione della malattia all’ultima terapia.

Cellule CD3 + autologhe trasdotte anti-CD19

È indicato per il trattamento di pazienti adulti di età pari o superiore a 26 anni con leucemia linfoblastica acuta (ALL) a precursori di cellule B recidivante o refrattaria.

È indicato per il trattamento di pazienti adulti con linfoma mantellare (MCL) recidivante o refrattario dopo due o più linee di terapia sistemica che includano un inibitore della tirosin chinasi di Bruton (BTK).

Axicabtagene ciloleucel

È indicato per il trattamento di pazienti adulti con Linfoma Diffuso a Grandi Cellule B e Linfoma a Cellule B ad Alto Grado (HGBL) refrattario alla chemioimmunoterapia di prima linea o recidivante entro 12 mesi dal completamento della chemioimmunoterapia di prima linea.

È indicato per il trattamento di pazienti adulti con DLBCL e linfoma primitivo del mediastino a grandi cellule B (PMBCL) refrattari o recidivanti (r/r), dopo due o più linee di terapia sistemica.

È indicato per il trattamento di pazienti adulti con linfoma follicolare (LF) r/r dopo tre o più linee di terapia sistemica.

Tisagenlecleucel

Pazienti pediatrici e giovani adulti fino a 25 anni di età inclusi con leucemia linfoblastica acuta (LLA) a cellule B che è refrattaria, in recidiva post-trapianto o in seconda o ulteriore recidiva.

Pazienti adulti con linfoma diffuso a grandi cellule B (DLBCL) in recidiva o refrattario dopo due o più linee di terapia sistemica.

Pazienti adulti con linfoma follicolare (LF) in recidiva o refrattario dopo due o più linee di terapia sistemica.

Lisocabtagene maraleucel

Indicato per il trattamento di pazienti adulti con linfoma a cellule mantellari (MCL) recidivato o refrattario dopo almeno due linee di terapia sistemica comprendenti un inibitore della tirosina chinasi di Bruton (BTK).

Indicato per il trattamento di pazienti adulti con linfoma diffuso a grandi cellule B (DLBCL), linfoma a cellule B ad alto grado (HGBCL), linfoma primitivo del mediastino a grandi cellule B (PMBCL) e linfoma follicolare di grado 3B (FL3B), che sono refrattari alla chemioimmunoterapia di prima linea o recidivati entro 12 mesi dal completamento della chemioimmunoterapia di prima linea.

Indicato per il trattamento di pazienti adulti con linfoma follicolare (FL) recidivato o refrattario dopo due o più linee di terapia sistemica.

Accreditamento centro CAR-T

Ad oggi in Italia sono presenti 44 centri di oncoematologia autorizzati, in cui si effettuano le infusioni di CAR-T. I centri vengono identificati dalle Regioni e devono possedere le autorizzazioni e caratteristiche previste per legge quali:

  • l’accreditamento JACIE 7.0 (Joint Accreditation Committee-ISCT & EBMT);
  • la certificazione del Centro Nazionale Trapianti in accordo con le Direttive UE;
  • la presenza di un centro di aferesi e di un laboratorio per la criopreservazione;
  • la disponibilità di un’unità di terapia intensiva e di un’equipe multidisciplinare adeguata.
Procedura di allestimento

La produzione e la somministrazione di una terapia CAR-T richiede una procedura complessa, che coinvolge specifiche figure professionali ed è articolata in più fasi:

1. Prelievo: i linfociti T vengono prelevati dal sangue del paziente mediante leucaferesi.

2. Ingegnerizzazione genetica: i linfociti T vengono modificati geneticamente mediante vettore virale.

3. Chemioterapia pre-trattamento: somministrata generalmente con ciclofosfamide e fludarabina.

4. Infusione: le cellule CAR-T vengono infuse con modalità simili a una trasfusione.

5. Monitoraggio: il paziente resta in ricovero e successivamente seguito per il follow up.

Eventi avversi

Le cellule CAR-T distruggono le cellule attraverso diversi meccanismi pertanto l’utilizzo è associato al rischio di eventi avversi anche gravi come:

  • Sindrome da rilascio di citochine;
  • Neurotossicità;
  • Citopenia e tossicità ematica;
  • Aplasia dei linfociti B ed ipogammaglobulinemia.
Conclusioni

Le terapie CAR-T sono ad oggi un campo in continua evoluzione con sperimentazioni cliniche anche in ambito dell’oncologia solida. In considerazione dell’elevato costo di queste terapie, risulta necessario effettuare valutazioni farmaco-economiche e di HTA volte a garantire una sostenibilità del Servizio Sanitario Nazionale e il diritto di accesso alle cure innovative.

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