Tumore del rene: nuova cura riduce il rischio di progressione o morte del 50%

Katie Christie. (Photo: Nigel McDowell/Ulster University)

Un nuovo trattamento di prima linea per chi soffre di carcinoma renale con metastasi: si basa su due farmaci finora utilizzati come monoterapie di seconda linea (nivolumab e cabozantinib). Il risultato, ottenuto dall’Harvard Medical School, è stato presentato nel convegno della Società europea di oncologia medica (Esmo 2020) . I dati indicano un aumento della sopravvivenza libera dalla progressione dalla malattia, della sopravvivenza globale e del tasso di risposta dell’organismo, tanto che secondo i ricercatori la nuova terapia è confrontabile al farmaco considerato standard nelle cure, il subitinib.

“Il rischio di progressione o di morte è stato ridotto di quasi il 50%, con la morte che è stata ridotta del 40% e il tasso di risposta che è stato raddoppiato – spiega Toni K. Choueiri, docente di Medicina dell’Harvard Medical School di Boston – Diventerà un’importante opzione di trattamento tra cui scegliere”.

I dati indicano che oltre la metà di coloro che prendevano i due farmaci combinati hanno dovuto ridurre la dose di cabozantinib per effetti collaterali, ma solo il 3% ha dovuto interrompere la somministrazione di entrambi a causa della tossicità, rispetto al 9% di chi invece prendeva solo il sunitinib.

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