Accessi in pronto soccorso a causa di riacutizzazioni di BPCO

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Sabato Marigliano ~ Laureando in Medicina e Chirurgia  
Pubblicazione – ANNO 4 N. 33 MARZO 2021 – ISSN: 2612/4947

La Broncopneumopatia Cronica Ostruttiva (BPCO) è una sindrome respiratoria a lenta progressione caratterizzata da ostruzione bronchiale non reversibile o solo parzialmente reversibile, spesso correlata al fumo di sigaretta e che può evolvere fino all’ insufficienza respiratoria cronica[1] L’ ostruzione bronchiale cronica caratteristica della BPCO rappresenta il risultato della somma di due fattori: l’infiammazione con rimodellamento delle piccole vie aeree (bronchiolite) e la distruzione del parenchima polmonare, mediata da proteasi, con perdita del ritorno elastico del polmone (enfisema). Il contributo relativo di ciascuna di queste due componenti è variabile da un individuo all’altro. Il risultato finale sarà una riduzione della pervietà della vie aeree durante la fase espiratoria.

La Broncopneumopatia cronica ostruttiva è una patologia eterogenea sia clinicamente, sia come quadro anatomo-patologico. È necessario tenere presente che la BPCO si può manifestare con quadri di bronchite cronica, bronchiolite e enfisema polmonare. Queste tre condizioni tendono a coesistere ma con percentuali variabili nel paziente. Durante una riacutizzazione i pazienti possono percepire una grande varietà di sintomi. È diffusamente accettato che tra i sintomi distintivi e più caratteristici rientrino un peggioramento della dispnea e la presenza di escreato particolarmente purulento e abbondante [2]. La maggior parte delle riacutizzazioni di BPCO sono provocate da infezioni da agenti virali, in particolar modo rhinovirus. Le riacutizzazioni associate ai virus hanno una maggiore componente infiammatoria, sono più frequenti in inverno e sono più spesso causa di ricovero ospedaliero. L’inquinamento ambientale è una causa precipitante le esacerbazioni, soprattutto in associazione a virus [3].

Gli effetti delle infezioni sono quelli di andare a determinare un’ infiammazione aggiuntiva in un quadro di infiammazione cronica delle basse vie respiratorie portando ad un aumento della broncocostrizione, edema, e aumentata produzione di espettorato, risultante in iperinsufflazione polmonare e peggioramento della dispnea. Le esacerbazioni di BPCO hanno un notevole impatto sulla salute del paziente [4] e sull’esercizio fisico ed hanno un effetto cumulativo sul peggioramento della funzione polmonare.

Dopo anamnesi ed esame obiettivo, possono essere fatte una serie di indagini utili per determinare l’eziologia, la gravità e le complicazioni delle riacutizzazioni di BPCO. La scelta delle indagini dipenderà dalle circostanze in cui il paziente verrà trattato (ambulatorio, pronto soccorso, terapia intensiva). Il numero di indagini sarà minore se il paziente ha esacerbazioni di intensità da lieve a moderata, e maggiore in pazienti ospedalizzati con esacerbazione grave e insufficienza respiratoria.

Per il trattamento delle esacerbazioni esistono delle linee guida “evidence- based” che indicano la terapia corticosteroidea sistemica, la terapia antibiotica oltre che la NIV (ventilazione non invasiva) e l’ossigenoterapia come gli elementi terapeutici più utili ed efficaci nella gestione del paziente. L’obiettivo dello studio è valutare la frequenza degli accessi in PS per riacutizzazione di BPCO. Sono stati analizzati retrospettivamente dati relativi ad accessi in Pronto Soccorso.

Dal database, fornito dalla direzione sanitaria del presidio ospedaliero, sono stati estrapolati i seguenti dati:

  • Età e sesso dei pazienti
  • Anamnesi patologica
  • Sintomi e/o segni causa di accesso in PS
  • Diagnosi di dimissione (codificate secondo il sistema, attualmente utilizzato in Italia, ICD-9-CM (International Classification of Diseases, 9th revision – Clinical Modification)

Per individuare i pazienti afferiti in PS per riacutizzazione di BPCO è stata utilizzata come chiave di ricerca la parola “dispnea”, sintomo tipico della BPCO che caratteristicamente peggiora in corso di esacerbazione.  Selezionati i pazienti giunti in PS per dispnea, sono state poi analizzate le diagnosi effettuate. Dai risultati del nostro studio emerge che la frequenza degli accessi in PS per riacutizzazione di BPCO e più in generale per patologie respiratorie è rispettivamente dello 0,4% e dell’1,2%. Queste percentuali tuttavia non sembrano riflettere il reale impatto che le patologie respiratorie hanno in termini di morbilità, mortalità e di onere sociale.

Nel nostro studio, la stima della frequenza degli accessi in PS per riacutizzazione di BPCO è verosimilmente condizionata dalla definizione che si usa per la diagnosi. A tal proposito occorre tener presente che la BPCO risulta essere sottodiagnosticata, spesso perché i sintomi sono sottovalutati oppure perché sono attribuiti ad altre patologie, respiratorie e non, che possono sovrapporsi o mimare il quadro clinico della BPCO. Alla luce di ciò è necessaria una maggiore attenzione al problema BPCO. E’ necessario uno sforzo importante per identificare i soggetti negli stadi precoci della malattia e iniziare una terapia quanto più possibile efficace che possa migliorare la qualità di vita del paziente oltre che ridurre il rischio di riacutizzazioni.

Bibliografia

[1] Rycroft, C.E., Heyes, A., Lanza, L. & Becker, K. Epidemiology of chronic obstructive pulmonary disease: a literature review. Int. J. Chron. Obstruct. Pulmon. Dis. 7,457-494(2012).

[2] Anthonisen NR, Manfreda J, Warren CP, et al. Antibiotic therapy in exacerbations of chronic obstructive pulmonary disease. Ann Intern Med 1987;106:196-204

[3] Peacock JL, Anderson HR, Bremner SA, et al. Out-door air pollution and respiratory health in patients with COPD. Thorax 2011;66:591-6

[4] Spencer S, Jones PW. Time course of recovery of health status following an infective exacerbation of chronic bronchitis. Thorax. 2003;58(7):589–593.

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