Giorgio Parisi volto copertina dell’anno di salute33

Giorgo Parisi, nobel per la fisica 2021 è il volto copertina dell’anno di salute33. L’assegnazione come volto copertina resa pubblica sabato 27 novembre dalla redazione scientifica di salute33, è giunta con la seguente motivazione: “per le scoperte rivoluzionarie nel campo della fisica, termodinamica e cromodinamica quantistica”. 

Con Giorgio Parisi è il sesto Nobel per la Fisica a un italiano e il 21esimo in assoluto a un cittadino italiano anche se, per molti di loro, studio e carriera si sono svolti all’estero. 
La prima volta del nostro paese alle vette del Nobel è nel 1906, il premio era stato istituito solo cinque anni prima, nel 1901, e i vincitori italiani sono addirittura due: Camillo Golgi, per la Medicina e i suoi studi sul sistema nervoso e Giosue Carducci per la Letteratura. Il poeta delle «Odi barbare» era già anziano e ammalato, non andò a Stoccolma ma ricevette il premio dalle mani dell’ambasciatore svedese a casa sua.

Giorgio Parisi, professore ordinario di Fisica teorica alla Sapienza di Roma, già Presidente dell’Accademia dei Lincei, è il 6° italiano a ottenere l’ambito riconoscimento nel campo della Fisica, dopo Guglielmo Marconi (1908), Enrico Fermi (1938), Emilio Segre (1959), Carlo Rubbia (1984), Riccardo Giacconi (2002). Nel 2021, il fisico italiano è stato insiginito del Premio Wolf ed è entrato, primo esponente dell’accademia italiana, nella Clarivate Citation Laureates per “le scoperte rivoluzionarie relative alla cromodinamica quantistica e lo studio dei sistemi disordinati complessi”.

Nato a Roma nel 1948, Parisi ha completato i suoi studi alla Sapienza dove si è laureato in fisica nel 1970 sotto la guida di Nicola Cabibbo. Ha iniziato la sua carriera scientifica ai Laboratori Nazionali di Frascati dell’INFN, prima come membro del Cnr (1971-1973) e successivamente come ricercatore dell’INFN (1973-1981). Durante questo periodo ha trascorso lunghi soggiorni all’estero, prima alla Columbia University di New York (1973-1974), all’Institut des Hautes Etudes Scientifiques a Bures-sur-Yvettes (1976-1977), all’Ecole Normale Superieure di Parigi (1977-1978). Nella sua carriera scientifica, Giorgio Parisi ha dato molti contributi determinanti e ampiamente riconosciuti in diversi campi della fisica: fisica delle particelle, meccanica statistica, fluidodinamica, materia condensata, supercomputer. Ha, inoltre, scritto articoli su reti neurali, sistema immunitario e movimento di gruppi di animali. È stato vincitore di due advanced grant dell’ERC European Reasearch Council, nel 2010 e nel 2016, ed è autore di oltre seicento articoli e contributi a conferenze scientifiche e di quattro libri. Le sue opere sono molto conosciute.

Lo studioso ha già ricevuto in passato importanti riconoscimenti. Nel 1992 gli è stata conferita la Medaglia Boltzmann (assegnata ogni tre anni dalla IUPAP International Union of Pure and Applied Physics per nuovi risultati in termodinamica e meccanica statistica), per i suoi contributi alla teoria dei sistemi disordinati, e nel 2011 la Medaglia Max Planck, dalla società tedesca di fisica Deutsche Physikalische Gesellschaft. Ha ricevuto i premi Feltrinelli per la Fisica nel 1987 e Italgas nel 1993, la Medaglia Dirac per la fisica teorica nel 1999, il premio del Primo Ministro italiano nel 2002, i premi Enrico Fermi nel 2003, Dannie Heineman nel 2005, Nonino nel 2005, Galileo nel 2006, Microsoft nel 2007, Lagrange nel 2009, Vittorio De Sica nel 2011, Prix des Trois Physiciens nel 2012, Nature Award Mentoring in Science nel 2013, High Energy and Particle Physics dell’EPS European Physical Society nel 2015, Lars Onsager dell’APS American Physical Society nel 2016. Nel 2021 ha ricevuto il prestigioso Wolf Prize per la Fisica. È membro dell’Accademia dei Quaranta, dell’Académie des Sciences, dell’Accademia Nazionale delle Scienze degli Stati Uniti, dell’Accademia Europea e dell’American Philosophical Society.

Insieme a Giorgio Parisi il premio Nobel per la Fisica 2021 è andato anche a Syukuro Manabe e Klaus Hasselmann; i due scienziati sono stati premiati “per avere studiato un modello relativo al clima della Terra, quantificandone la variabilità e prevedendo in modo affidabile il riscaldamento globale”. 

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