Tumore seno: solamente il 20% delle donne necessita della chemio. Per il restante 80% non sarebbe più necessaria

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Di tutte le donne che ogni anno si ammalano di tumore al seno – circa 54mila in Italia – solo il 20% di quelle con tumore sensibile agli ormoni trae in realtà reali benefici dalla chemioterapia post operatoria, mentre per il restante 80% questa non sarebbe necessaria. Il problema è identificare tali pazienti con precisione: oggi è possibile grazie ai test genomici, che eviterebbero dunque chemio inutili garantendo anche notevoli risparmi alla Sanità.

Ad oggi i test sono rimborsabili solo in Lombardia, Toscana e Provincia autonoma di Bolzano e questo, afferma il presidente della Fondazione Insieme contro il cancro Francesco Cognetti, “rappresenta una inaccettabile discriminazione. Il fondo di 20 mln è un risultato molto importante ma è necessario ora un decreto attuativo da parte del Ministero della Salute per sbloccare questi soldi. Garantire subito l’accesso ai test genomici su tutto il territorio è una battaglia di civiltà”.

In Italia sono circa 10mila l’anno, ha spiegato Cognetti, le donne con tumore al seno che potrebbero essere candidate al test genomico. Il test è infatti indicato per le donne con cancro al seno ormonoresponsivo a rischio intermedio.

Si tratta di circa il 20% sul totale dei nuovi casi annuali di cancro al seno nel nostro Paese. Questi esami, rileva, “possono evitare chemioterapie inutili, ma nella maggioranza delle regioni il test si deve effettuare privatamente ed ha un costo di circa 3mila euro. Dove è prevista la rimborsabilità, invece, le regioni hanno chiuso accordi con le 4 aziende produttrici ad un costo di 2mila euro”. Questi test, evidenza inoltre il presidente eletto dell’Associazione italiana di oncologia medica Aiom Saverio Cinieri, “sono utilizzati quasi di routine in Francia, Germania, Gb ed Usa. Plaudiamo al fondo istituito dal governo ma ora bisogna garantire i test a tutte le donne per le quali sussiste un dubbio rispetto all’utilità della chemioterapia, che spesso viene effettuata per un approccio prudenziale”.

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