Dott.ssa Ilaria Arnoldi  ~ Psicologa Clinica
Pubblicazione – ANNO 4 N.39 OTTOBRE 2021 – ISSN: 2612/4947

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Ciò che caratterizza l’attuale società moderna Occidentale è uno status socio-economico mediamente elevato, ciò nonostante vivere in questo contesto spesso sembra corrispondere al compimento di una serie di attività frenetiche, per le quali risulta quasi impossibile rilassarsi e prendersi dei momenti per sé. Oggi, infatti, il tempo della noia e dello “stare fermi” viene considerato come tempo perso, buttato: un’occasione sprecata in cui si sarebbe potuto fare qualcosa di produttivo e proficuo. Numerose ricerche mirate a tracciare un quadro oggettivo della realtà attuale, confermano questa tendenza alla corsa contro il tempo; da esse, infatti, emerge come la velocità sia uno dei tratti-chiave e degli aspetti più caratteristici e pervasivi delle società industrializzate.

Viene spontaneo allora chiedersi, in questo spazio finalizzato alla produzione e all’accumulo, che ruolo giochi e quanto sia tenuto in considerazione il Ben-Essere personale.

L’Organizzazione Mondiale della Sanità lo definisce come quello stato di completo benessere fisico, mentale e sociale, che non corrisponde alla semplice assenza di malattia.
Non solo sopravvivere: quello che ci permette di stare bene ed essere felici nel lungo termine consisterebbe nella conduzione di una vita vissuta in linea con i propri valori cardine, condizione necessaria al Ben-Esistere. L’evoluzione della specie ed i moderni privilegi di cui godiamo, hanno fatto sì che l’uomo oggi non debba pensare solamente a difendersi dai pericoli del mondo e garantirsi la sopravvivenza; le buone condizioni ambientali che si sono andate a creare nel tempo possono permettergli di impegnarsi nella conduzione di una vita degna, vissuta secondo i principi per lui fondamentali.

Quello che sembra però difficile, e in contrasto con quanto appena affermato, è essere capaci di fermarsi, prendersi del tempo nella propria quotidianità per poter coltivare e accrescere questi valori, così importanti e fondamentali ma non altrettanto facili da identificare e perseguire.

Molte persone sono oggi spaventate dalla possibilità di avere troppo tempo libero: tempo in cui riflettere, soffermarsi sui propri pensieri ed emozioni e rimanere in loro ascolto.
Per questo, nuove dipendenze e nuovi modi di tenersi impegnati vanno sempre più per la maggiore: si va alla disperata ricerca di attività scaccia-pensieri quali cibo, shopping, sesso, alcool e via dicendo. Stare fermi in osservazione della propria interiorità fa paura; siamo così sovra stimolati dai messaggi rimbombanti che arrivano dall’esterno, che risulta difficile rivolgere l’attenzione al mondo interno. Così, quando le pause ci vengono imposte per le più disparate ragioni (la vita è imprevedibile e forse il suo fascino sta anche in questo), ci ritroviamo spaesati ed è facile andare in crisi.

È qui che entra in gioco l’importanza della meditazione e del rilassamento, pratiche in cui si impara a non fare. Può sembrare strano, e detto così spesso si rischia di incappare in reazioni di stupore, meraviglia o nel peggiore dei casi, derisione, ma imparare a non fare è importante quanto imparare a fare. La meditazione è un momento di pausa, in cui restare all’ascolto della propria interiorità e accogliere con gentilezza tutto quello che affiora dal momento presente. 

Sembra semplice, ma farlo richiede impegno e dedizione. Si fa fatica, come già detto, a rimanere fermi su di noi. C’è da aggiungere che il contesto esterno spesso non aiuta: rumori, elementi disturbanti, qualsiasi cosa sembra distrarci proprio nel momento in cui siamo in raccolto silenzio. La particolarità sta proprio in questo: meditare non significa non sentire i rumori o smettere improvvisamente di pensare e provare emozioni.
Significa invece lasciare che tutto questo ci sia e rimanga presente, ma passi in sottofondo: esattamente come una radio accesa che ci fa compagnia. 

Sappiamo che ci sono altre cose oltre a noi, ma in quel momento la nostra attenzione è sul corpo, sulla mente e sulla nostra persona; ovvero sugli stimoli che arrivano dall’interno e che molto spesso ignoriamo perché non siamo abituati a prestare loro la giusta attenzione.

E come potrebbe essere altrimenti? Siamo talmente immersi nella vita esterna, che diventa difficile dedicare uno sguardo anche a quella interna. Con le pratiche di rilassamento scopriamo un nuovo mondo, forse ancora più ricco e affascinante, perché proprio di ciascuno di noi. 

Non ce ne sarà mai uno uguale o anche solo simile, perché la nostra mente e il nostro corpo, seppur accomunati a quello degli altri da una serie di elementi, rimangono comunque unici nella loro specificità.
Grazie alla nostra immaginazione, possiamo aiutarci a esplorare le sensazioni corporee che emergono dalla pratica quotidiana. Con l’apprendimento, arriveremo a sentire il nostro corpo caldo e pesante e a raggiungere una sensazione di mente fresca, anche quando il contesto esterno si troverà nelle condizioni opposte.
Questo non fare, ma semplicemente stare, attiva una serie di reazioni corporee fisiologiche che ci permetteranno di ricaricare le energie, riconnetterci con la parte più profonda di noi e iniziare a riconoscere i nostri bisogni più intimi e profondi.

È vero, tutto questo può fare un po’ di paura e soprattutto non è immediato: serve pazienza, ma soprattutto tanta indulgenza. Indulgenza con noi stessi, con il nostro lato più umano, fragile e vulnerabile. Solamente se siamo disposti a guardare con gentilezza alla nostra persona, potremo scoprire la meraviglia che essa contiene.
Per questo è importante una pratica continua e costante, consapevoli che la quotidianità ci mette di fronte ad impegni ed eventi che ci rendono difficile avere del tempo libero.
La bella notizia è che non ne serve molto, di tempo, per stare in nostra compagnia.
Per farlo bastano anche solo dieci minuti, di qualità. Con l’esercizio, la pratica diventerà così automatica che la fase un po’ più complicata di apprendimento si trasformerà presto in attività spontanea, e scopriremo che saremo noi i primi a desiderare e ad avere la necessità di questo spazio nella nostra quotidianità.

È fondamentale sottolineare che il tempo di vita in cui iniziare ad approcciarsi a queste tecniche non è uguale per tutti: ci sono attimi in cui iniziare questo percorso è auspicabile e consigliato; così come ci sono tempi invece più critici in cui si farà più fatica.
Ad esempio, un periodo di stress cronico è sfavorevole alla buona riuscita di questo apprendimento. Per cui, è importante valutare in quale momento della propria esistenza ci si trova e capire se esso sia adatto per cominciare ad aprirsi a questo incontro con noi stessi/e. Affidarsi ad una persona esperta, specializzata in questo ambito, è fondamentale: la fisiologia ed i meccanismi biologici che si attivano quando iniziamo a praticare sono molti, ed è bene che ci sia qualcuno che si prenda cura delle nostre esigenze specifiche. Una volta forniti gli strumenti per poter rilassarsi nella maniera corretta, si sarà in grado di svolgere il proprio percorso in autonomia.

Iniziare questo tipo di attività permetterà di incrementare la consapevolezza di sé stessi, abbassando i generali toni di attivazione a fronte di stimoli interni ed esterni e ottenendo così, nel lungo termine, una maggiore sensazione di calma, rilassamento e pacatezza. Questo ci permetterà di affrontare in maniera meno negativa le situazioni più difficili a cui a volte siamo inevitabilmente esposti. Non si tratta di eliminare le proprie fatiche, quanto più di accoglierle in un’ottica di accettazione di sé e della realtà esterna. Non è la scomparsa dei pensieri e delle emozioni spiacevoli l’obiettivo ultimo da raggiungere, bensì la capacità di integrarli all’interno di una vita piena, vissuta secondo i valori ritenuti fondamentali, impegnandosi poi ad agire in linea con essi.
È questa la chiave per raggiungere il benessere, ovvero quello stato che ci permette di cogliere l’interconnessione esistente tra ognuno di noi e gli altri presenti, grazie alla quale ciascuno è parte di qualcosa che va oltre il proprio sé. Imparando a fare la nostra conoscenza, ed allenandoci al sentimento della compassione verso le persone che incontreremo lungo il cammino (noi in primis), riusciremo a Ben-Esistere su questa Terra.  

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