Ruolo di dieta e stile di vita nella gestione dell’endometriosi

Dott.ssa Liviana Narducci  ~ Laurea in Dietistica
Pubblicazione – ANNO 4 N.40 NOVEMBRE 2021 – ISSN: 2612/4947
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L’endometriosi è una patologia ginecologica cronica su base infiammatoria che coinvolge le donne soprattutto in età fertile. Si tratta di una patologia ormono-dipendente originata dalla presenza anomala del tessuto che riveste la parete interna dell’utero, l’endometrio appunto, al di fuori della cavità uterina, che causa dolori e infiammazione cronica. Un’ alimentazione corretta, basata su cibi antiinfiammatori e che riducano i livelli di estrogeni in circolo, e più in generale uno stile di vita appropriato, sono in grado di contribuire alla riduzione dei dolori e dell’infiammazione legati alla patologia endometriosica. Si consiglia di evitare sostanze eccitanti, come tè e caffè, che sono fonte di estrogeni, poiché queste pazienti di solito hanno più estrogeni in circolo e questi fanno crescere il tessuto dell’endometrio e dunque provocano più dolore. Ci sono poi i grassi saturi, presenti negli insaccati e nei formaggi, che possono peggiorare la condizione della malattia. Naturalmente, tutto dipende anche dalla frequenza, dalle dosi, dall’origine e dalla qualità del cibo che si assume. Se si assapora una volta alla settimana un formaggio prodotto con il latte di un animale che ha vissuto all’aperto, ha mangiato bene e ha camminato, sicuramente non ha un impatto negativo sulla salute. I prodotti da allevamenti intensivi sono qualitativamente peggiori dal punto di vista del profilo dei grassi e questi sono infiammatori. Altri alimenti da evitare sono prodotti industriali ricchi di conservanti, zuccheri e farine raffinate, alcool e bevande zuccherine. Ci sono ingredienti, come glutine e lattosio, che le donne eliminano non perché siano celiache, ma avendo un’alterazione della parte bassa dell’intestino, rischiano di essere più sensibili al glutine. Occorre quindi trovare ingredienti che ne siano naturalmente privi come riso, grano saraceno, miglio, sorgo e altri cereali, pani fatti con grani antichi e con farine non raffinate, alternando prodotti con glutine e senza glutine. I cibi invece da preferire sono quelli ricchi di minerali, vitamine e molecole bioattive che hanno effetto antiinfiammatorio e antiossidante. Dunque, è bene prediligere cibi vegetali di diversi colori, variare il sapore, il gusto e la stagionalità. Nel colore dei vegetali, come il viola, il rosso, l’arancio, il verde scuro, sono presenti molecole come acido folico e antiossidanti quali carotenoidi, antocianine, che hanno numerose proprietà benefiche. I vegetali vanno accompagnati da alimenti animali che hanno grassi buoni come gli acidi grassi omega-3. Questi acidi grassi hanno notoriamente un effetto antinfiammatorio e le maggiori quantità si trovano in: pesce azzurro, salmone e tonno (preferire sempre quelli freschi a quelli in scatola), la frutta secca, i semi (soprattutto di chia, di lino, di zucca), l’avocado e l’olio extravergine di oliva. Per quanto riguarda l’attività fisica non bisogna esagerare con sport che possano sovraccaricare il pavimento pelvico, che solitamente è sede dell’infiammazione. Coloro che fanno molta palestra o introducono molte proteine infiammano la zona pelvica e questo aumenta il dolore e riduce l’efficacia della terapia farmacologica. Lo stesso discorso vale per chi ha uno stile di vita sedentario ed è in sovrappeso: un eccesso di zuccheri in circolo può stimolare gli estrogeni, che agiscono da carburante sulla malattia. Dunque la parola d’ordine è equilibrio. L’ideale per queste donne è essere seguite da un team multidisciplinare di professionisti: nutrizionista, psicologo, fisioterapista e medico ginecologo. Dovrebbero, quindi, sentirsi accompagnate in un percorso per vivere una malattia che avranno per tutta la vita. 

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