“Dalla Culla alla Tomba” (J.Bowlby). Ma è davvero cosi importante il primo contatto psico-corporeo madre-neonato ?

Dott.ssa Luana Provenzano ~ Psicologo Clinico 
Pubblicazione – ANNO 3 N.29 NOVEMBRE 2020 – ISSN: 2612/4947

Cos’è l’attaccamento, questo legame cosi primario ?  Fu il Grande Pioniere  John Bowlby, ad intuire tramite osservazioni effettuate nei confronti dei bambini, più in generale ai mammiferi, durante in primi anni di vita, i quali secondo tale Teoria, si svilupperebbe la relazione d’attaccamento fra madre-figlio. L’attaccamento è il legame che si instaura tra il bambino e la sua figura di accudimento, un legame che perdura per tutta l’intera vita del soggetto e la quale qualità influenzerà le relazioni future.  L’oggetto di tale attaccamento di solito, è la madre, nella maggior parte dei casi, che ricambia i sentimenti del bambino, creando cosi una base sicura, un rapporto unico, di forte carico emotivo. Con il termine attaccamento si intende il sistema comportamentale del bambino,  che struttura e organizza i comportamento verso gli altri. Con il termine comportamento di attaccamento, ci riferiamo al mezzo attraverso cui sono espressi questi sentimenti, cioè la relazione del bambino con la figura più importante per lui e per il suo Sé. L’attaccamento è selettivo, in quanto è mirato e concentrato su persone specifiche, che riempino la vita emotiva del bambino, e inducono alla nascita del sistema dell’attaccamento. Implica la ricerca e la vicinanza dell’oggetto dell’attaccamento, il quale fornisce una base sicura, amore, protezione, conforto, e complicità nel gioco esplorativo. Quando questo, è innescato in un modo subdolo, anomale, altera tutto il sistema dell’attaccamento, permettendo così l’insorgenza di angoscia, ansia, rabbia e ostilità, dinnanzi alla figura di attaccamento. L’attaccamento sicuro, è come un faro di luce in una notte di tempesta, ove il bambino in qualsiasi posto ci si trova, qualsiasi problema stia attraversando, lui sarà tranquillo e sicuro emotivamente, perché è cosciente che quel faro di luce  non si spegnerà mai, lungo tutto il suo cammino, ogni qualsivoglia può ritornare a casa, perché a casa ci sono le persone che lo aspetteranno sempre per tutta la vita. Ho voluto designare, come l’attaccamento sicuro, possa non solo confermarsi tra la madre come prima figura di attaccamento e il proprio bambino, ma in altrettanti i casi, possa e può nascere con qualunque figura familiare che si prende cura del bambino sia a livello fisiologico che psicologico. Nel susseguirsi degli anni, la Psicologia si è sempre dedicata allo studio dell’uomo, in tutte le sue sfumature e allo  sviluppo delle capacità cognitive, emotive, sociali, relazionali dell’uomo. Diversi Autori, hanno accentuato gli studi sull’affettività, concentrando l’interesse,  su un sano sviluppo della personalità, che dipende sia dall’adeguato sviluppo della sfera cognitiva, emotiva, sociale, sia dalle interazioni, che la persona  stabilisce con l’ambiente esterno nel corso della sua vita. Le nostre relazioni sono fortemente influenzate dall’ambiente circostante, dalle caratteristiche personali. Quando parliamo dell’ambiente circostante, il primo luogo dove si sviluppano tutte le nostre capacità cognitive, è la famiglia. Per Bowlby “la mente è il prodotto dell’evoluzione biologica ed è caratterizzata da un’intelligenza machiavellica che la selezione naturale ha reso funzionale alla gestione delle relazioni affettive e sociali. I sistemi di memoria, l’attenzione, la percezione, il linguaggio, la capacità di prendere il punto di vista degli altri, la comprensione della causalità, del tempo e dello spazio, la possibilità di attribuire stati mentali ed emotivi, la capacità di pensare sul proprio pensiero attraverso processi meta cognitivi, sono dimensioni che rendono possibili la competenza sociale e comunicativa, e che consentono di emettere segnali comprensibili e di comprendere a loro volta i segnali da questi emessi.” (Attili, 2010). Quindi la mente è pertanto il risultato di una costruzione evoluzionistica, di cui la selezione ha favorito il svilupparsi di una serie di comportamenti di attaccamento, perché aumentassero  la probabilità dell’unione madre-figlio. L’enfasi della Teoria dell’attaccamento di J. Bowlby (1969, 1973, 1980),  è proprio il legame madre-bambino, la quale la madre è considerata la nutrice primaria, la prima figura di accudimento per soddisfare i bisogni primari del bambino. Questa figura di caregiver, è indispensabile per un sano sviluppo psichico del bambino. Il bambino fin dalla nascita è capace di instaurare  relazioni seppur asimmetriche, con la figura  di attaccamento, è coinvolto in uno scambio interattivo e si dimostra capace di autoregolare i suoi comportamenti attraverso meccanismi di feed-back con coloro che interagiscono con lui. I neonati sono dotati di sistemi di regolazione, requisiti  percettivi e di strutture temporali , che gli permettono di regolare i ritmi di alimentazione, ritmi del ciclo sonno-veglia, deputati a consentire il contatto con l’adulto (G. Attili, 2010). L’obbiettivo del sistema di attaccamento è quello di garantire la vicinanza del bambino con la figura del maternage (G. Attili 2010), e di permettere al bambino di vivere in uno stato di accettazione e di sic Il senso di sé e l’autostima si forma e si costruisce in funzione di tale relazione primaria. L’immagine di se’ che sviluppa un individuo che ha avuto un attaccamento sicuro, e’ di essere una persona amabile, degna di essere amata, con buona autostima, che ha fiducia negli altri (ma non in modo indiscriminato).

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